Carature dell'oro: 750, 585, 375 e punzoni spiegati

Redazione ComproOro24 · Aggiornato al 13/08/2026

Il numero inciso su un anello o su una catenina — 750, 585 o 375 — indica il titolo dell'oro, cioè quante parti di oro puro sono contenute in mille parti di lega. È il dato che conta di più quando decidi di vendere oro usato: insieme al peso, determina quasi interamente il valore di un gioiello. In questa guida vedrai cosa significano millesimi e carati, come leggere i punzoni sui gioielli italiani, perché il valore al grammo cambia con la caratura e come stimare da solo il valore intrinseco dei tuoi oggetti prima di entrare in un compro oro.

Millesimi e carati: due modi di misurare la stessa cosa

Il titolo dell'oro si esprime con due scale equivalenti. I millesimi indicano le parti di oro puro su mille parti totali di lega: oro 750 significa 750 parti d'oro e 250 di altri metalli. I carati dividono invece il totale in ventiquattresimi: l'oro puro è a 24 carati, quindi 18 carati equivalgono a 18/24, cioè al 75% di oro.

Gli altri metalli della lega — rame, argento, palladio — servono a dare durezza e colore, dal giallo al bianco al rosa. Il colore però non incide sul valore: conta solo la quantità di oro puro contenuta.

Come leggere i punzoni sui gioielli italiani

I gioielli prodotti in Italia portano di norma due incisioni. La prima è il titolo in millesimi (750, 585 o 375), racchiuso in un piccolo riquadro. La seconda è il marchio di identificazione del produttore: un poligono con una stella, un numero e la sigla della provincia in cui ha sede l'azienda orafa. Insieme, i due punzoni dicono quanto oro contiene l'oggetto e chi lo ha fabbricato.

Dove cercare i punzoni

Negli anelli l'incisione è quasi sempre all'interno del gambo; nelle collane e nei bracciali vicino alla chiusura; in orecchini e ciondoli sul retro o sul gancio. Su oggetti molto usurati il punzone può essere illeggibile o scomparso: non significa che l'oro sia falso, così come un punzone presente non è una garanzia assoluta. Per questo l'operatore verifica sempre il metallo con test specifici, a prescindere da ciò che è inciso.

Perché il valore al grammo cambia con la caratura

La quotazione oro pubblicata ogni giorno si riferisce all'oro puro. Un gioiello in oro 750 contiene il 75% di oro: a parità di peso vale quindi circa tre quarti di un oggetto in oro fino. Uno in oro 375 contiene la metà dell'oro di uno in 750, e il suo valore al grammo scende in proporzione. Ecco perché due catenine identiche alla vista possono avere valori molto diversi: prima di confrontare le offerte devi sapere con che caratura hai a che fare. Per capire da dove nasce il prezzo di riferimento leggi la guida su come funziona la quotazione dell'oro.

Calcolare il valore intrinseco: formula ed esempio

Il valore intrinseco è il valore del solo metallo contenuto in un oggetto. Si calcola in tre passaggi:

  1. Pesa l'oggetto in grammi, escludendo pietre, chiusure in acciaio e parti non in oro.
  2. Moltiplica il peso per il titolo diviso mille: 10 grammi di oro 750 contengono 10 × 0,750 = 7,5 grammi di oro puro.
  3. Moltiplica i grammi di oro puro ottenuti per la quotazione al grammo dell'oro fino del giorno.

Il risultato è il tetto teorico della valutazione: l'offerta di un compro oro sarà inferiore, perché l'operatore sostiene costi di fusione, affinazione e gestione e applica un proprio margine. Sul nostro sito trovi valori indicativi aggiornati: la pagina sulla metodologia delle quotazioni spiega come li calcoliamo.

Placcato, laminato, dorato: gli errori più comuni

L'errore più frequente è confondere un oggetto dorato in superficie con uno d'oro massiccio. L'oro placcato e quello laminato hanno solo un sottile strato di metallo prezioso sopra una base di ottone o di altro metallo: a peso valgono pochissimo, qualunque sia il loro aspetto.

Il dubbio si scioglie solo con le prove che gli operatori eseguono in negozio, come il tocco su pietra di paragone con acidi o la misurazione elettronica del titolo.

In pratica: cosa fare prima di vendere

Separa gli oggetti per caratura leggendo i punzoni, pesali con una bilancia di precisione e calcola i grammi di oro puro con la formula vista sopra: avrai un ordine di grandezza con cui confrontare le proposte. Poi rivolgiti solo a operatori autorizzati, iscritti al registro OAM come previsto dal D.lgs. 92/2017, e porta con te un documento d'identità valido. Dalla home page puoi cercare un compro oro nella tua zona; per i passaggi successivi alla valutazione leggi la guida su come vendere oro usato.

Fonti e riferimenti

Domande frequenti

Oro 750 e oro 18 carati sono la stessa cosa?

Sì. Sono due modi di esprimere lo stesso titolo: 750 millesimi significa che la lega contiene 750 parti di oro puro su mille, mentre 18 carati indica 18 parti su 24. In entrambi i casi il contenuto d'oro è il 75%. Sui gioielli italiani trovi quasi sempre l'indicazione in millesimi, incisa nel punzone insieme al marchio del produttore.

Dove si trova il punzone su un gioiello?

Dipende dall'oggetto: all'interno del gambo negli anelli, vicino alla chiusura in collane e bracciali, sul retro o sul gancio in ciondoli e orecchini. Sui pezzi molto usurati l'incisione può essere svanita. L'assenza del punzone non significa che l'oro sia falso: l'operatore verifica comunque il metallo con test specifici prima di formulare la valutazione.

L'oro 375 ha valore?

Sì, ma a parità di peso vale meno delle carature più alte: contiene il 37,5% di oro puro, la metà di un oggetto in oro 750. Il valore si calcola con la stessa formula, peso per titolo diviso mille, moltiplicato per la quotazione dell'oro puro al grammo. Molti operatori lo acquistano regolarmente, soprattutto quando proviene da gioielli di produzione estera.

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